Denti del giudizio inclusi: c’è da preoccuparsi?

I tuoi amici e colleghi stanno quasi tutti soffrendo per colpa dei denti del giudizio? Temi di poter essere la prossima “vittima” alla quale verranno estratti? In realtà, avere i denti del giudizio inclusi non vuol dire necessariamente che si debba ricorrere all’estrazione. Scopriamo insieme il perchè.

Il terzo molare, anche definito come dente del giudizio, è l’ultimo elemento dentario ad erompere nel nostro cavo orale. La sua età di eruzione è assai variabile ma grossomodo si aggira tra i 20 e i 30 anni. A volte però, può capitare che anzichè erompere, restino inclusi nell’osso.


Indice:

  1. Inclusione dentaria
  2. Agenesia dei terzi molari
  3. Estrarre oppure no?

Inclusione dentaria

Si definisce inclusione dentaria la mancata eruzione in cavità orale di un dente oltre i limiti fisiologici prefissati. L’elemento dentario in questione può essere ricoperto interamente da osso (inclusione completa), o in parte da mucosa (inclusione parziale). Quindi, in soldoni, un dente incluso è un dente che non è erotto e che è rimasto “ritenuto” nei tessuti sottostanti.

denti del giudizio inclusi
Esempio di terzo molare incluso

I denti del giudizio sono gli elementi dentari che più vanno incontro a tale condizione, seguiti dai canini.

Probabilmente ti starai già preoccupando perchè guardandoti allo specchio non vedi nella tua bocca i tuoi terzi molari. In realtà, non vedere il proprio dente nel cavo orale non vuol dire assolutamente nulla in quanto potrebbe esservi un quadro di agenesia.

Agenesia dei denti del giudizio: solo per pochi eletti

Magari tu lettore non hai mai visto o avuto problemi ai terzi molari semplicemente perchè non li hai mai avuti. L’agenesia di un elemento dentario sta a significare che quel dente non c’è mai stato perchè non si è mai formato. Potresti accorgertene anche solo da una radiografia panoramica, ma da cosa è dovuto esattamente? In realtà, questa assenza dei denti del giudizio nella nostra bocca rappresenta l’adattamento della razza umana alla civilizzazione. Nell’evoluzione dei primati si è verificata una riduzione del numero e delle dimensioni dei denti. Attualmente nella specie umana i terzi molari sono spesso mancanti e ciò rappresenta un’ulteriore riduzione in atto.  La relativa frequenza di agenesie degli incisivi laterali e dei secondi premolari sta ad indicare una nuova tendenza evolutiva.

agenesia denti del giudizio
L’agenesia dei terzi molari inferiori è possibile diagnosticarla tramite esame radiografico a meno che il paziente non riferisca che quei denti non ci sono perchè sono stati estratti.

I mammiferi primitivi, nostri antenati, avevano tre incisivi anzichè due e quattro premolari anzichè due. Tuttavia, lo sviluppo delle società moderne e il passaggio da un’alimentazione agricola ad una decisamente più morbida, ha determinato, nel corso dell’evoluzione, uno sviluppo inferiore dell’apparato masticatorio con una diminuzione del numero dei denti che oggigiorno coinvolge anche i terzi molari. Difatti, un cavo orale efficiente era necessario per mangiare cibi crudi, parzialmente cotti o di origine vegetale. In definitiva i denti, nel contesto della civilizzazione moderna, servono sempre meno.

Avere l’agenesia di un dente del giudizio non è però da considerarsi un male. Il cavo orale, difatti, man mano che ci si avvicina agli ultimi denti si restringe sempre di più, di conseguenza i terzi molari sono piuttosto ininfluenti per la masticazione.

Ma i denti del giudizio inclusi sono denti che vanno estratti?

Come già accennato, tramite una radiografia panoramica è possibile stabilire se effettivamente quel dente non c’è perchè è incluso o perchè si ha l’agenesia. Appurata la diagnosi di inclusione la tipica reazione dei pazienti è un senso di sconforto generale, in quanto temono che si debba ricorrere all’estrazione. Tale malessere risulta ancora più amplificato se quel dente incluso è magari inclinato e non dritto.

Tuttavia, i denti del giudizio inclusi non vanno sempre estratti. Anzi, teoricamente potrebbero anche rimanere silenti e indisturbati per tutta la vita. In tal caso è possibile lasciarli in sede, monitorando tramite visite periodiche la situazione. È chiaro che, se per un motivo o per un altro, quel dente dovesse essere colonizzato dai microbi, causando più o meno sporadici episodi di arrossamento gengivale, sanguinamento e dolore, potrebbe trattarsi di pericoronarite. In questa circostanza, per via del processo infiammatorio in atto, potrebbe essere indicata l’estrazione dell’elemento dentario.

pericoronarite dente del giudizio
Esempio di pericoronarite

Un’importante precisazione è che la credenza che i denti del giudizio inclusi possano disallineare i denti è profondamente errata. Difatti, numerosi studi scientifici presenti in letteratura dimostrano che non c’è alcuna relazione causa-effetto con l’affollamento. Alla luce di ciò, eseguire l’estrazione di terzi molari incriminati di un’ipotetico affollamento è assolutamente fuori luogo.


In conclusione, la gestione clinica di denti del giudizio inclusi va valutata da caso a caso. Un’accurata analisi da parte del proprio Odontoiatra risulta necessaria al fine di capire se la situazione può essere tenuta sotto controllo o se sono necessarie misure aggiuntive.

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