È meglio il ponte o l’impianto? Ecco le differenze che ti aiuteranno nella scelta

Il tuo dentista ti ha proposto varie soluzioni per riabilitare la tua bocca? Cerchi una guida rapida ed efficace per chiarire i tuoi dubbi? Vediamo insieme se è meglio il ponte o l’impianto, analizzando differenze, vantaggi e svantaggi.

Se ti manca un dente e non sai come sostituirlo sei nel posto giusto.

Ogni dentista, propone un ampio ventaglio di possibili riabilitazioni, con costi diversi e con tecniche di esecuzione diverse.
Capita molto spesso però che durante la visita non si riesce a cogliere appieno il quadro della situazione e si torna a casa più confusi di prima.

vantaggi e svantaggi impianti dentali

Grazie a questo articolo però, potrai fare chiarezza e scegliere correttamente.


Indice:

  1. Denti fissi o protesi mobili?
  2. Quando scegliere il ponte
    1. Caso con denti adiacenti integri
    2. Caso con denti adiacenti danneggiati
    3. Scarsa disponibilità di osso
    4. Svantaggi del ponte
  3. Quando scegliere l’impianto
      1. Impianti e perimplantite 
      2. Ponti vs impianti

Partiamo dalle basi: denti fissi o denti mobili?

Ponti su denti naturali e impianti hanno differenze sostanziali ma sono accomunati dall’essere entrambi delle protesi fisse.

Questo significa che una volta inseriti, non potranno essere rimossi dal paziente a suo piacimento.

Si tratta di un importante vantaggio che li rende più graditi rispetto alle protesi removibili. Un po’ tutti abbiamo in mente l’immagine della dentiera della nonna immersa nel bicchiere ma per fortuna non è questo il caso…

Quando scegliere il ponte

Il ponte su denti naturali prevede che vengano preparati i denti adiacenti a quello mancante e che vengano posizionate tre capsule, di cui una di queste rimpiazzerà il “vuoto” lasciato dal dente perso.

Ponte dente mancante
Ponte per sostituire dente mancante

Nel caso in cui i denti mancanti siano più di uno è possibile eseguire anche un ponte dotato di più capsule.

Per capire se è meglio il ponte o l’impianto è fondamentale comprendere il profilo di rischio del paziente: controindicazioni generali o locali all’intervento chirurgico per l’impianto. Ad esempio nei fumatori andrebbe preferito il ponte, incoraggiando ugualmente il paziente a smettere di fumare.

Un importante aspetto da valutare è sicuramente lo stato dei denti vicini. Se sono danneggiati il ponte va bene ugualmente?

Denti adiacenti integri

In caso di ponte a tre elementi è evidente che 2 denti dovranno lavorare per 3. È indispensabile quindi, che i pilastri naturali godano di uno stato di salute tale da permettere la protesizzazione. In particolar modo devono essere denti privi di carie, stabili e con parodonto sano.

dente mancante

L’aspetto che più turba i pazienti è che vengano limati i denti pilastro, ovvero i denti naturali su cui poggerà l’intera struttura protesica.
Tuttavia, ciò rappresenta solo un problema tecnico in quanto:

      • limare i denti non compromette la loro stabilità;
      • i denti preparati non vengono indeboliti.

Difatti, il sostegno del dente non è dato dalla corona, bensì dal parodonto profondo, ovvero dall’insieme delle strutture che circondano l’elemento dentario.

In più, se la protesi è realizzata con precisione, la possibilità di avere problemi in futuro quali carie o parodontopatie è molto bassa.
È dunque una soluzione facilmente gestibile negli anni.

Denti vicini danneggiati

Nel caso in cui gli elementi dentari adiacenti fossero danneggiati da una carie destruente o da una parodontite severa, che si fa?

dente perso per parodontite
Parodontite grave che se non trattata, causa la perdita del dente.

In questo caso preparare i denti vicini e incapsularli è già di per sè l’indicazione terapeutica. Per definizione la capsula protegge il dente, evitando che possa fratturarsi…

Mettere due capsule e un impianto non è strategicamente ed economicamente utile pertanto sarebbe anche qui da preferire un ponte a tre elementi.

Scarsa disponibilità di osso

Essendo gli impianti delle viti artificiali è opportuno che vi sia una quota di osso sufficiente per ospitarli.

Se il paziente non dovesse avere una adeguata quantità di osso in altezza o in spessore, l’impianto si potrebbe ugualmente inserire, ma non prima di un intervento di rigenerazione ossea con tutti i costi associati.

scarsa quantità di osso

Alla luce di ciò, se cerchi una soluzione economica e/o non invasiva il ponte andrebbe preferito.

Svantaggi del ponte su denti naturali

Il ponte non è esente da svantaggi! Anzitutto il ponte crea dipendenza: una volta preparati i denti adiacenti all’area edentula, in caso di rifacimenti futuri, questi necessiteranno sempre di una capsula.

In secundis limare i denti pur non rappresentando un problema funzionale, resta un ostacolo psicologico per il paziente e tecnico per l’odontoiatra che dovrà essere il più preciso possibile.

Infine, in alcuni casi particolari può essere indicata la devitalizzazione dei denti pilastro. Scelta sofferta ma necessaria.

Quando scegliere l’impianto

L’impianto consiste in una vera e propria vite endossea al di sopra della quale verrà posizionata una corona artificiale.

Osteointegrazione degli impianti

Risulta particolarmente indicato nei pazienti che desiderano un elevato grado di estetica, senza toccare i denti vicini.
Per estremizzare: una modella con ottima igiene orale che cade dalla bicicletta e perde un incisivo, non può che scegliere l’impianto.

Requisiti fondamentali per scegliere un impianto sono:

Inoltre, se ti mancano tutti i denti, non c’è nemmeno da stabilire se sia meglio il ponte o l’impianto in quanto il ponte si autoesclude.
In questo caso la scelta ricade tra impianti e dentiera.

Se psicologicamente non riesci a tollerare che vengano limati i denti vicini, l’impianto è un’eccellente alternativa.

Una piccola spina nel fianco: la perimplantite

L’unico reale inconveniente dell’implantologia è il rischio di perimplantite. Con tale termine si intende l‘infiammazione dei tessuti che circondano l’impianto.

È considerato un fallimento terapeutico in quanto seppur sia possibile arrestare la sua progressione, non è possibile guarirne del tutto.

perimplantite
Un impianto in perimplantite ha i tessuti circostanti arrossati, dolenti e che sanguinano

Numerosi articoli scientifici sulla perimplantite hanno dimostrato una prevalenza del 22% con un range che si aggira tra il 14 e il 30%.
Ciò significa che quasi 1 paziente su 4 va incontro a delle complicanze.

Un altro svantaggio è che l’impianto necessita di un piccolo intervento chirurgico.

Il punto della situazione: ora che li conosciamo, è meglio il ponte o l’impianto?

In conclusione, il ponte può essere una valida soluzione se:

      1. Hai vicino all’area edentula denti danneggiati, ricostruiti, devitalizzati o di forma anomala;
      2. Non possiedi osso a sufficienza e non sei disposto a fare un intervento di rigenerazione ossea;
      3. Non vuoi sottoporti al disagio di un piccolo intervento chirurgico per l’inserimento dell’impianto.

alito cattivo

L’impianto è invece da preferire se:

    1. Abbiamo vicino al buco dei denti sani che non vuoi in nessun modo toccare;
    2. Hai osso a sufficienza in qualità e quantità;
    3. Possiedi una igiene orale tale da poterlo mantenere negli anni;
    4. Quando il dente da sostituire è un molare che non ha denti adiacenti.

      È meglio il ponte o l’impianto? A voi la scelta!

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