Estrazione dentaria: ecco quando e come farsi togliere un dente

Ti hanno detto che devi estrarre un dente e la sola idea ti terrorizza? Ti piacerebbe leggere una guida che ti spieghi passo passo le fasi dell’estrazione? Sei nel posto giusto perchè scopriremo insieme quando e come farsi togliere un dente.

Farsi estrarre un dente non rientra di certo tra i piaceri della vita…normalmente la sola idea suscita terrore a grandi e piccini.

Può capitare però, che in alcune circostanze, togliere un dente diventi necessario.
Il dente è considerato un gioiello di inestimabile valore e, in quanto tale, la sua rimozione è contemplata solo e soltanto se non è possibile recuperarlo in altre maniere.

estrazione dentaria


Indice:

  1. Anatomia del dente
  2. Quando è necessario estrarre un dente
  3. Fasi dell’estrazione
  4. Sindesmotomia o periotomia
  5. Lussazione e avulsione
  6. Revisione dell’alveolo e consigli post-intervento

Un passo indietro: conoscere l’anatomia per sapere con cosa ci confrontiamo

Spesso ciò che più preoccupa i pazienti è la paura dell’incognito. “Cosa comporta l’estrazione di un dente? Si può spezzare? Sentirò dolore?”, sono solo alcune delle tipiche domande che vengono poste.

Come sempre, partiamo da alcune basi di anatomia per poi scendere nel dettaglio…

Il dente è costituito da due componenti fisicamente distinte:

  • una parte che fuoriesce nel cavo orale detta corona;
  • una parte inserita nell’osso definita radice.

anatomia dente

Normalmente incisivi, canini e premolari sono dotati di una sola radice. Fa eccezione il primo premolare superiore che assieme ai molari inferiori possiede due radici.
I molari superiori hanno invece tre radici.
Ogni radice, si articola con l’osso sottostante mediante un legamento sospensore, detto legamento parodontale.

Ed è proprio il legamento parodontale, assieme alle fibre gengivali che formano la componente fibrosa del parodonto: fungono da attaccosostengono il dente. Ed è proprio a livello di queste fibre che ha inizio la fase di estrazione

Quando è necessario togliere un dente?

Ora che sono ben chiari i concetti base di anatomia appare evidente che finchè non viene coinvolto il complesso di fibre, e quindi la radice, l’estrazione del dente è del tutto ingiustificata.

Alla stessa maniera, togliere un dente con la radice e il parodonto integro per sostituirlo con un impianto è totalmente privo di senso, dal momento che l’impianto non è altro che una radice artificiale

Ci sono solo poche condizioni per le quali un dente è considerato sicuramente perso. Ovvero:

  1. Frattura verticale della radice;
  2. Parodontite che coinvolge tutto il sistema di attacco presente sulla radice;
  3. Denti coinvolti in traumi facciali, come in fratture della mandibola o dell’osso mascellare;
  4. Elementi dentari associati a lesioni ossee o tumori;
  5. Una parodontite severa a carico di un dente in combinazione ad una lesione della polpa non trattabile (un particolare tipo di lesione endoperio).

    frattura verticale di radice
    Frattura verticale di radice: il dente è irrecuperabile

Ovviamente ogni caso va individualizzato, vi possono essere le dovute eccezioni e nell’ergonomia di un piano di trattamento può anche essere giustificabile togliere un dente “dubbio”, basti pensare ai pazienti che stanno per iniziare una terapia con bifosfonati.

Può perfino ritenersi valida l’ipotesi di estrarre denti perfettamente sani per fare spazio in arcata, come accade in alcuni affollamenti. A farne le spese qui, sono solitamente i premolari.
Ancora, togliere un dente del giudizio incluso che periodicamente arreca fastidi è assolutamente fattibile, soprattutto perchè si tratta di denti funzionalmente inutili. E così via…

affollamento dentario
Affollamento dentale

Tuttavia, se il dente non è “sicuramente perso” è considerato “in dubbio” o “sano”, e quindi in qualche modo è salvabile e/o va preservato.

Fasi dell’estrazione dentaria semplice

Ogni paziente che non si è fatto mai togliere un dente vive la sua prima estrazione con un senso di frustrazione.
In realtà, estrarre un dente non è per niente doloroso e a volte può richiedere anche pochissimi secondi.

Anestesia plessica

La procedura viene eseguita in anestesia locale oppure, specialmente in pazienti che hanno paura del dentista, in sedazione cosciente.
L’unica cosa che avvertirà il paziente è una leggera pressione durante la fase di estrazione.

Sindesmotomia o periotomia

La prima fase dell’estrazione consiste nell’interruzione delle fibre gengivali che circondano il dente mediante l’utilizzo di uno strumento detto sindesmotomo. Possono anche essere usati bisturi o leve.
In denti particolarmente compromessi questa fase si può anche saltare in quanto nella parodontite severa queste fibre sono già interrotte!

parodontite

Il paziente sarà sotto l’effetto dell’anestesia perciò non avvertirà nulla.

Lussazione e avulsione

La lussazione rappresenta la fase essenziale dell’estrazione. Si esegue con pinze da estrazione o con le leve.
Il suo obiettivo è quello di lacerare il legamento parodontale e aumentare lo spazio tra l’alveolo e il dente.

togliere un dente

La fase terminale della lussazione coincide con l’avulsione, ovvero con l’asportazione del dente.
Il dente viene allontanato dall’alveolo e l’estrazione è già finita.

Revisione dell’alveolo e consigli post-intervento

Togliere un dente è a volte un’operazione così veloce che può capitare anche di non rendersene conto.
Dopo averlo rimosso, il dentista comprimerà con una garza e gratterà la superficie dell’alveolo in maniera tale da favorire il sanguinamento, fondamentale per la guarigione del sito estrattivo.

In alcuni casi la ferita chirurgica andrà suturata e al paziente verrà consigliato di stringere per alcuni minuti una garza inumidita.

dente avulso

Al paziente per le prime 6-8 ore è consigliato di:

  • non masticare sul sito estrattivo;
  • non sciacquare o sputare;
  • mangiare cibi freddi e liquidi.

Nei giorni successivi è opportuno utilizzare uno spazzolino a setole morbide e evitare cibi particolarmente duri nell’area chirurgica.

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