Implantologia sicura: controindicazioni all’impianto dentale

Assumi diversi farmaci e non sai se puoi mettere un impianto dentale? Ti sei operato qualche mese fa? Hai spesso la pressione alta?
Se vuoi ricorrere all’implantologia questa è la guida che fa per te in quanto scopriremo tutte le principali controindicazioni all’impianto dentale.

Prima di qualsiasi tipo di intervento, ognuno di noi ha un pizzico di timore che qualcosa possa andare storto. Reazioni allergiche, interferenze dei farmaci, congiunzioni astrali sfavorevoli…sono solo alcune delle preoccupazioni che affliggono numerosi pazienti.

Se a tutto ciò ci sommi l’eventuale presenza di patologie più o meno gravi, ti sarà sicuramente capitato di pensare che forse sarebbe meglio rinunciare all’impianto e virare altrove. Ma sarebbe davvero la cosa giusta da fare?


Indice:

  1. Raccolta dei dati del paziente
  2. Paziente con problemi cardiovascolari
  3. Ipertensione
  4. Angina e Infarto
  5. Aritmie
  6. Patologie delle valvole cardiache
  7. Terapia antiaggregante e anticoagulante
  8. Diabete
  9. Tumori e trapianti
  10. Paziente in dialisi
  11. Altre patologie

Raccolta dei dati del paziente: il primo step

In realtà, il mondo della medicina è fatto per lasciare il meno spazio possibile al caso.
Nel contesto dell’odontoiatria, prima ancora che il paziente si sieda sulla poltrona avviene la cosiddetta anamnesi, o raccolta dei dati del paziente.

Tramite alcune domande semplici ma mirate riguardanti il tuo stato di salute generale, il tuo implantologo sarà già in grado di capire se possiedi una o più controindicazioni all’impianto dentale prima ancora che tu apra la bocca.

Ovviamente, superato lo step sullo stato di salute generale non finisce qui. Tramite la visita e quindi attraverso l’esame obiettivo ed ulteriori esami radiografici, il tuo dentista stabilirà se ci sono eventuali controindicazioni di carattere locale.

Dente mancante impianto

Tutto questo significa che sei in buone mani. Se non godi di perfetta salute o assumi parecchi farmaci non è detto che tu non possa mettere un impianto.
Vediamo insieme qual è la gestione delle più comuni patologie e dei farmaci associati.

Paziente con problemi cardiovascolari

Le malattie del sistema cardiocircolatorio interessano una buona fetta della popolazione italiana, soprattutto in età avanzata. All’interno di questa grande famiglia sono presenti numerosi quadri clinici differenti, tra i quali occorre citare:

  • Ipertensione, comunemente detta pressione alta;
  • cardiopatia ischemica, tipicamente angina o infarto del miocardio;
  • aritmie;
  • Patologie a carico delle valvole cardiache.

Ipertensione e impianti

La diagnosi di ipertensione si basa su valori pressori superiori a 140/90 mm/Hg, ove 140 è la massima e 90 e la minima.

Se soffri di pressione alta non ci sono particolari controindicazioni all’impianto dentale. Sarà compito dell’implantologo misurare la pressione prima dell’intervento chirurgico e adottare tutte le manovre idonee per evitare stress e paura che spesso accompagnano le sedute odontoiatriche.

pressione alta

Pazienti con angina o post-infartuati

La cardiopatia ischemica si manifesta nella maggior parte dei casi come angina pectoris o infarto del miocardio.
il trattamento dei pazienti anginosi dipende dalla tipologia di angina di cui sono affetti.
Nell’angina stabile, gli episodi di dolore sono provocati da sforzi fisici o stress emozionali. In questo caso non ci sono rischi rilevanti all’intervento, a patto che si metta il paziente in una condizione di serenità, magari ricorrendo a interventi di breve durata o alla sedazione cosciente.

Nell’angina instabile, caratterizzata dalla comparsa di dolore anche a riposo, i pazienti non devono essere sottoposti a cure odontoiatriche, se non previo colloquio con il cardiologo.

Inoltre, se hai di recente subito un infarto del miocardio è bene che tu sappia che è controindicato eseguire interventi nei 6 mesi successivi l’episodio infartuale.

Pazienti con aritmie

Le aritmie sono delle alterazioni del ritmo cardiaco che spaziano da quadri assolutamente benigni come delle banali palpitazioni, fino a giungere a delle condizioni estremamente serie.
Ne deriva che se sei un paziente con un’aritmia, prima di capire se possiedi controindicazioni all’impianto dentale è opportuno rivolgersi al cardiologo.

aritmia cardiaca

In molti tipi di aritmie è sufficiente adottare qualche piccolo accorgimento. Ad esempio sarà compito dell’implantologo limitare l’utilizzo di anestetici che contengano sostanze che possono aggravare il quadro aritmico. Normalmente puoi eseguire l’intervento anche se assumi farmaci antiaritmici o ti è stato impiantato un pacemaker.

Pazienti con problemi a carico delle valvole cardiache

Così come le aritmie, vi sono diversi tipi di patologie valvolari.
Senza dubbio, nel contesto degli interventi chirurgici come ad esempio l’inserimento di un impianto, occorre osservare delle particolari precauzioni.

Per i pazienti che possiedono protesi valvolari, che hanno subito una endocardite batterica oppure che presentano cardiopatie congenite, è consigliata l’assunzione 1 ora prima dell’intervento dell’antibiotico, proseguendo se necessario nel post-operatorio.

Paziente in terapia anticoagulante o antiaggregante

Se assumi la cardioaspirina o il coumadin e non sai se vanno sospese o meno sei nel posto giusto.

Secondo le recenti linee guida, i pazienti in terapia anti-aggregante e quindi che assumono ad esempio la cardioaspirina, non devono sospendere il farmaco.
In caso di terapia anticoagulante
, come quella con il warfarin, l’implantologo potrebbe richiedere il consulto cardiologico.

antibiotici ascesso

In ogni caso, per valori di INR inferiori a 3, l’impianto può essere inserito senza alcuna sospensione.
Per procedure estese o ogni qualvolta il curante lo richieda, con valori di INR superiori a 3, andrebbe eseguita la cosiddetta terapia ponte.
Ciò prevede la sostituzione del coumadin con l’eparina a partire da 5 giorni fino a 12 ore dall’intervento per poi riprenderla dopo 12 ore. In questa maniera l’INR raggiungerà valori idonei.

Anche in presenza di stent coronarici gli antiaggreganti non vanno sospesi.

Paziente diabetico

È ormai noto che i pazienti diabetici sono predisposti alla parodontite e alla perimplantite.
Tuttavia, i pazienti con diabete curato in maniera idonea (diabete compensato) e i relativi farmaci non rappresentano delle controindicazioni all’impianto dentale.

Nei diabetici scompensati invece, prima di eseguire l’intervento sarà necessario regolarizzare la patologia al fine di evitare il fallimento implantare.

diabete e impianti

Pazienti con tumori o trapiantati

Ricorrere all’implantologia in un paziente con una neoplasia o che ha eseguito un trapianto è possibile ma data l’estrema variabilità dei quadri che può assumere la patologia non è sempre garantito. In entrambi i casi, è assolutamente controindicato inserire un impianto nei 6 mesi successivi alla chemioterapia o al trapianto.
Per quanto concerne i pazienti sottoposti a radioterapia alla testa o al collo, questa rappresenta una controindicazione assoluta alla terapia implantare.

Paziente in dialisi

Il paziente dializzato può eseguire una terapia implantare a patto che la seduta odontoiatrica venga fatta il giorno immediatamente successivo a quella di dialisi.
Tuttavia, è molto probabile che l’implantologo richieda una consulenza specialistica con il nefrologo per assicurare la piena idoneità del paziente all’intervento.

impianti con dialisi

Altre patologie

A completamento del quadro occorre considerare che:

  • L’età avanzata non fa parte di per sé delle controindicazioni all’impianto dentale. Solitamente però, nei pazienti anziani vi è una combinazione di patologie e farmaci associati tra loro che va analizzata di caso in caso;

  • I pazienti con problemi al fegato possono eseguire l’intervento ma necessiteranno di dosi di anestetico ridotte;

  • Le donne in gravidanza dovrebbero evitare il trattamento chirurgico, specialmente nel primo e nel terzo trimestre. L’inserimento dell’impianto è eseguibile dopo il parto;

Curare i denti in gravidanza

  • I soggetti allergici possono recarsi dall’odontoiatra senza alcun problema. Ad esempio, in caso di allergia al lattice basterà utilizzare presidi latex-free mentre se dovesse esserci una ipersensibilità nei confronti dell’anestetico, è possibile cambiare il suo principio attivo;

  • Tutti coloro che assumono bifosfonati non possono eseguire alcun tipo di intervento chirurgico. I bifosfonati sono farmaci spesso utilizzati per il trattamento di osteoporosi e tumori dell’osso.

Si fa presente che questa guida non sostituisce in alcun modo il parere del proprio medico o implantologo.

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