Rialzo del seno mascellare: cos’è e cosa comporta

Il tuo dentista ti ha detto che non hai sufficiente osso? Ti è stato suggerito un intervento di elevazione del seno ma non hai la più pallida idea di cosa sia? Svisceriamo insieme l’argomento e scopriamo tutti i segreti sul rialzo del seno mascellare.

La perdita dei denti è spesso un evento sottovalutato da molti. Si cerca di masticare dal lato opposto o si rimanda la terapia perchè ci sono altre priorità.

In realtà, un dente che va via corrisponde per forza di cose ad un riassorbimento dell’osso che lo circonda sia verticalmente che orizzontalmente.

atrofia ossea

Un caso particolare è offerto dai premolari e molari superiori, i quali si confrontano con il seno mascellare.
Ma cos’è il seno mascellare e perchè ci interessa così tanto?


Indice:

  1. Seno mascellare
  2. Impianti quando l’osso mascellare è atrofico
  3. Indicazioni e controindicazioni al rialzo del seno mascellare
  4. Pianificazione chirurgica e fasi dell’intervento

Seno mascellare, questo sconosciuto

Il seno mascellare, detto anche antro di Higmoro è il più ampio di tutti i seni paranasali.
Classicamente ha una forma di piramide quadrangolare e le sue pareti comunicano con le cavità nasali, il pavimento dell’orbita e i processi alveolari di premolari e molari superiori.

seni paranasali

I seni paranasali hanno svariate funzioni:

  • alleggerire il peso del cranio;
  • fungere da cassa di risonanza per la voce;
  • riscaldare e umidificare l’aria inspirata.

Con la perdita dei denti posteriori, a seguito degli atti respiratori o di altri stimoli come starnuti o sforzi, si ha una espansione della parete del seno verso il basso e lateralmente, determinando una riduzione dell’osso mascellare in altezza.

Tale riduzione ossea si va a sommare a quella causata dalla perdita dei denti, determinando una atrofia ossea</

Impianti in un mascellare atrofico, sogno o realtà?

Dopo questa importante premessa risulta chiaro che se l’osso non è sufficiente, non è possibile inserire un impianto per sostituire i denti mancanti.
L’impianto dobbiamo immaginarcelo come una vite che va inserita nell’osso. Ma se questa vite è alta 6 mm e l’osso è di 4 mm è ovvio che l’impianto non potrà pescare nel vuoto.

rialzo del seno mascellare

Per ripristinare la quota ossea sufficiente nel mascellare superiore si può ricorrere dunque al rialzo del seno mascellare.

Indicazioni e controindicazioni al rialzo del seno mascellare

Un intervento di elevazione del seno mascellare pone dunque come principale indicazione il recupero di una certa quota di cresta ossea. Ciò permetterà l’inserimento di un impianto di lunghezza adeguata.

impianti dentali superiori

Le controindicazioni a questa procedura si suddividono in generali e locali.

Le controindicazioni generali al rialzo del seno sono quelle proprie di qualunque intervento chirurgico. Se vorresti conoscerle clicca qui.

Quelle locali possono essere sinusiti acute o croniche, lesioni infiammatorie, neoplasie o gravi riniti allergiche.

Tuttavia, l’avvento di tecniche chirurgiche e farmacologiche all’avanguardia consente l’esecuzione della procedura di rialzo del seno mascellare dopo aver ottenuto la risoluzione o il controllo delle suddette patologie.

Pianificazione chirurgica e fasi dell’intervento

Appurata la volontà o necessità del paziente di inserire uno o più impianti a livello del mascellare posteriore, è necessario dapprima capire se l’osso che li ospiterebbe è sufficiente.

La stima di quantità e qualità ossea non è possibile farla con una semplice panoramica. Servono difatti tecniche tridimensionali.

TC cone beam

La TC dentascan e la TC cone beam sono le uniche metodiche che consentono di valutare:

  1. Morfologia del seno mascellare;
  2. Densità del tessuto osseo;
  3. Altezza, forma e spessore della cresta ossea.

La procedura di rialzo del seno mascellare può essere eseguita mediante due metodiche differenti: approccio crestale o approccio laterale.

L’approccio crestale al rialzo del seno è indicato in presenza di una cresta di almeno 5 mm di altezza e 6 mm di spessore.

Consiste dapprima nell’esecuzione di un lembo che esponga l’area priva di denti.
Successivamente si prepara l’alveolo che ospiterà l’impianto e si solleva la membrana che riveste il pavimento del seno.
Infine si posiziona solo l’impianto oppure si inserisce materiale da innesto e poi l’impianto.

piccolo rialzo del seno mascellare

L‘approccio laterale al rialzo del seno è indicato in presenza di una cresta di altezza inferiore a 5 mm.

In questa metodica, il lembo oltre ad interessare l’area priva di denti, riguarderà la porzione più esterna dell’osso mascellare.

Si esegue difatti una finestrella ossea che viene in seguito ribaltata per accedere al seno mascellare. Dopo aver sollevato anche qui la membrana, si procede al riempimento con il materiale da innesto.
A distanza di 6-9 mesi è possibile inserire l’impianto.

grande rialzo del seno mascellare


In conclusione, il rialzo del seno mascellare è una tecnica operatoria ad alto tasso di successo che consente di ripristinare una certa quota di osso perduta.
Rispondendo dunque alla domanda:”impianto in mascellare atrofico, sogno o realtà?”, indubbiamente la risposta è Sì, oggigiorno è una realtà.

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