Osteointegrazione degli impianti: tutto comincia da qui

Come fa un impianto a restare stabile nel corso del tempo? Qual è la reazione dell’osso? Trattiamo insieme un aspetto fondamentale dell’implantologia: la osteointegrazione degli impianti.

Avere un impianto ben osteointegrato è un po’ il punto di partenza per una corretta terapia implantoprotesica. Ma cos’è esattamente l’osteointegrazione?

Osteointegrazione degli impianti
immagine di un impianto perfettamente osteointegrato

Si definisce osteointegrazione la guarigione dell’osso attorno all’impianto. L’osso mascellare o mandibolare integrano l’impianto dentale inserito in esso attraverso la produzione di nuovo tessuto osseo.

L’impianto viene così imprigionato diventando tutt’uno con l’osso circostante. Se non ricordi bene cosa siano l’osso mascellare e l’osso mandibolare clicca qui.


Indice:

  1. Come e quando è nata l’osteointegrazione
  2. Il titanio
  3. Qualità e quantità ossea
  4. Osteointegrazione step-by-step

Come e quando è nata l’osteointegrazione degli impianti?

Secondo l’European Association of Osseointegration, l’osteointegrazione è nata quasi per caso intorno agli anni ’50. Il chirurgo ortopedico Per-Ingvar Branemark stava conducendo alcuni esperimenti per valutare il flusso sanguigno dell’osso dei topi ma non sapeva che di lì a breve avrebbe cambiato il panorama dell’Odontoiatria.

Branemark impianti
Branemark, il padre fondatore dell’Implantologia

Gli esperimenti di Branemark consistevano nel posizionamento di piccole telecamere in titanio all’interno delle ossa delle zampe dei topi. A distanza di tempo notò che tali telecamerine si erano così tanto integrate con l’osso circostante che non era più possibile rimuoverle.

Fu scoperta così l’osteintegrazione e Branemark divenne universalmente riconosciuto come il padre fondatore dell’Implantologia.

Il segreto dell’osteointegrazione: il titanio

Ma com’è possibile che un oggetto completamente estraneo al nostro corpo riesca a integrarsi con l’osso senza dare problemi? Qual è il materiale utilizzato? La risposta a entrambe le domande è rappresentata dal titanio.

Nel settore dell’implantologia, il materiale prettamente utilizzato è il titanio in forma pura o come lega. Il titanio è particolarmente apprezzato per svariati motivi:

  • È estremamente leggero;
  • È un materiale di basso costo;
  • È biocompatibile;
  • Possiede ottime caratteristiche strutturali;
  • Non va incontro a corrosione;
  • Ha un’elasticità simile al tessuto osseo.
titanio impianti
Il titanio è un materiale estremamente biocompatibile

La peculiarità del titanio dunque, oltre alle sue ottime caratteristiche meccaniche è la biocompatibilità. È difatti capace di non evocare alcuna risposta del sistema immunitario, proprio come se fosse parte dell’organismo stesso.

Gli impianti richiedono qualità e quantità

L’osteointegrazione degli impianti è strettamente influenzata dalla quantità e dalla qualità di osso presente nel sito implantare. Infatti, da un punto di vista qualitativo, l’osso dell’arcata inferiore impiega meno tempo rispetto a quello dell’arcata superiore ad inglobare l’impianto.

Ciò è dovuto al fatto che l’osso mandibolare è decisamente più compatto di quello mascellare, fornendo dunque maggior supporto.

impianto mandibola
Impianto posizionato nell’osso mandibolare

Nondimeno la quantità dell’osso è essenziale sia in altezza che in spessore al fine di garantire all’impianto stabilità.

Nel caso in cui l’osso dovesse essere insufficiente, è possibile ricorrere a tecniche di rigenerativa per poterlo ricreare.

Osteointegrazione step-by-step: scendiamo nei dettagli…

Abbiamo già definito l’osteointegrazione degli impianti come la guarigione dell’osso attorno all’impianto stesso. Ma come avviene questa guarigione? Tutto ha inizio con la risposta infiammatoria dei tessuti a seguito dell’inserimento implantare. 

Nell’interfaccia tra osso e impianto si forma un coagulo di sangue prima e un tessuto di granulazione poi, supporti essenziali per i successivi processi di riparazione. Qui, iniziano ad attivarsi cellule ad attività riparativa come fibroblasti, piastrine e osteoblasti. Gli osteoblasti, cellule deputate alla sintesi di nuovo osso, dopo essere migrati nel sito chirurgico iniziano a deporre la loro matrice.

Si inizia così a formare osso che sarà la futura impalcatura e sostegno degli impianti durante le forze masticatorie.


In definitiva l’osteointegrazione è il collegamento solido tra tessuto osseo e impianti in titanio. L’inserimento di un impianto è da considerarsi come un’aggressione all’organismo ma grazie all’osso e alla biocompatibilità del titanio, la riabilitazione ha successo.

 

 

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