Alveolite dentale: ecco quando un’estrazione dà luogo a complicanze

Hai da poco estratto un dente e avverti un dolore feroce e lancinante che si irradia a tutta la bocca? Potrebbe trattarsi di alveolite dentale.
Scopriamo in cosa consiste, come si riconosce e come si cura.

L’estrazione di un dente non è certamente uno dei piaceri della vita. Si accetta l’idea che que dente debba essere tolto e si affronta l’intervento.

In effetti, il fastidio che provoca l’estrazione di un elemento dentario è solitamente di poco conto: si rileva giusto una leggera pressione all’atto della sua rimozione.

Quando però subentra l’alveolite dentale siamo nella sfera delle complicanze e il dolore può persistere per svariati giorni. Vediamo di che si tratta.


Indice:

  1. Definizione dell’alveolite dentale
  2. Incidenza
  3. Fattori di rischio
  4. Cause e manifestazione
  5. Segni e sintomi
  6. Terapia
  7. Come evitarla

Definizione dell’alveolite dentale

L’alveolite è un’infiammazione dell’osso alveolare, ovvero della cavità ossea in cui alloggiano le radici dei denti.

Insieme a gonfiore, a dolore e sanguinamento, l’alveolite può essere la complicanza più fastidiosa e dolorosa a cui si va incontro dopo aver estratto un molare o qualsiasi altro dente.

estrazione di un dente

Anche se estremamente dolorosa e fastidiosa, l’alveolite dentale di per sé si
rivela una condizione del tutto reversibile.
Fortunatamente, se intercettata in tempo, non determina complicanze o effetti collaterali nel lungo termine.

Incidenza

L’incidenza dell’alveolite è variabile, insorge nel 1-6% delle estrazioni
dentarie, solitamente in età superiore ai 40 anni.

Questi valori aumentano fino al 20-30% se teniamo in considerazione
anche le estrazioni dei denti del giudizio inclusi, soprattutto gli inferiori.

È stato inoltre stimato che questa complicanza predilige le femmine rispetto ai maschi.

L’incidenza è superiore nella donna se assume contraccettivi orali e durante il ciclo mestruale.

Fattori di rischio

Come ogni patologia, ci sono alcune condizioni che possono aumentare la predisposizione.

È stato stimato che i principali fattori di rischio coinvolti nell’alveolite dentale sono:

  • Fumo di sigaretta. Riduce la disponibilità di ossigeno necessaria per una rapida guarigione;
  • Estrazione difficoltosa o traumatica. Come ad esempio quella di elementi dentari inclusi;

dente del giudizio incluso

  • Estrazione di un dente gravemente compromesso da carie, pulpiti, cisti o altre infezioni;
  • Utilizzo di suture. Spesso i fili trattengono cibo all’interno dell’alveolo che reagisce infiammandosi;
  • Infiltrazioni di anestetico con adrenalina in maniera eccessiva;
  • Precedenti episodi di alveolite;
  • Sciacqui energici, specie dopo l’estrazione;
  • Assunzione di corticosteroidi, come il prednisone.

Per quanto concerne l’applicazione di punti di sutura per chiudere la ferita chirurgica, è bene notare che ci sono alcune condizioni in cui il loro utilizzo è fondamentale: basti pensare all’estrazione di un dente del giudizio incluso o più in generale agli interventi che comportano l’esecuzione di un lembo.

fili di sutura

Tuttavia, se prima della loro applicazione l’alveolo non è correttamente ripulito e disinfettato o se uno o più punti si staccano può insorgere l’alveolite.

I cibi e i batteri penetrano all’interno della ferita e danno luogo a infezione con conseguente infiammazione dell’alveolo.

Una possibile soluzione a tale problema potrebbe essere l’applicazione in superficie una membrana in collagene che stabilizza il coagulo impedendo il ristagno di cibo.

Cause e manifestazione dell’alveolite dentale

La causa precisa dell’alveolite ancora non è molto chiara.
In ogni caso, i possibili fattori causali possono essere:

  • contaminazione batterica dell’alveolo;
  • trauma osseo, dovuto ad una difficile estrazione;
  • frammenti molto piccoli di radici o di osso residuati nella ferita dopo
    l’estrazione.

In condizioni normali, dopo l’estrazione di un dente, l’odontoiatra gratta intenzionalmente l’alveolo al fine di favorire il sanguinamento.
Questa manovra, detta curettaggio, consente la formazione del coagulo, fondamentale per la guarigione del sito estrattivo.

curette alveolare
Curette alveolare: utilizzata per grattare l’alveolo e favorire il sanguinamento

Nell’alveolite il coagulo non si forma oppure va incontro a
distruzione o dislocazione, lasciando l’osso scoperto. In questa maniera si ritarda la guarigione provocando un dolore intenso e prolungato nel tempo.

Segni e sintomi

L’alveolite dentale purtroppo è un disturbo sempre sintomatico: per una decina di giorni, il paziente accusa un feroce e lancinante mal di denti, resistente anche ai più comuni farmaci anti-infiammatori.

Molti pazienti riferiscono che il dolore tende a regredire progressivamente nei primi 2-3 giorni dall’intervento, subendo poi un aumento di intensità per giorni o settimane.

dolore ascesso

Oltre al dolore irradiato a partire dall’alveolo vuoto, altri sintomi riscontrabili sono:

  1. perdita parziale o totale del coagulo di sangue presso il sito di
    estrazione del dente, che si può notare a vista;
  2. osso visibile nel foro dove è stato estratto il dente;
  3. alito cattivo o cattivo sapore proveniente dalla bocca;
  4. gonfiore dei linfonodi vicini;
  5. febbre.

L’osso apparirà vuoto e secco, da qui il termine molto utilizzato di alveolite secca.

Il dolore è spontaneo, intenso, persistente, che si accentua nelle ore notturne.

A volte può anche irradiarsi verso le zone limitrofe all’alveolo come orecchio, occhio, tempia e collo.

Terapia

L’alveolite dentale è quindi una condizione molto dolorosa ma non grave, infatti può guarire anche spontaneamente.

Per poter risolvere il problema e porre finalmente fine al dolore lancinante, purtroppo non esistono rimedi fai-da-te casalinghi.

Alveolite dentale

È opportuno recarsi dal proprio odontoiatra il quale di occuperà della pulizia dell’alveolo infetto.

La terapia più accreditata ultimamente prevede:

  1. un iniziale svuotamento dell’alveolo interessato. Per rimuovere eventuali particelle di cibo o altri detriti che possono contribuire al dolore o infezione;
  2. Lavaggi quotidiani dell’alveolo. Con soluzione fisiologica, collutorio a base di clorexidina o acqua ossigenata;
  3. Posizionamento, dentro l’alveolo, di una garza sterile imbibita di
    sostanze anti-dolorifiche;
  4. Applicazione nel foro di creme analgesiche locali;

Nei casi più gravi, il dentista deve nuovamente intervenire con il curettage.
Tale operazione consiste nel raschiamento delle pareti dell’alveolo al fine di provocare un nuovo coagulo.

coagulo estrazione dente

Per mantenere l’alveolo pulito nel tempo potrebbe essere spiegato come lavare la ferita a casa per promuovere la guarigione ed eliminare i detriti.
Per fare questo, spesso viene consigliato di usare una siringa di plastica per irrigare acqua o un collutorio speciale.

In genere gli antibiotici non sono necessari in quanto il loro utilizzo non migliora la prognosi dell’alveolite dentale.

Come evitarla

Se invece l’estrazione ancora non l’hai eseguita e vuoi conoscere tutti gli accorgimenti utili per evitare l’alveolite dentale, ecco alcune chicche:

  • Astenersi dal fumo almeno nelle 48 ore immediatamente successive
    all’estrazione del dente;

fumo e denti

  • Non assumere aspirina per prevenire il
    dolore post-estrazione dentale. Può difatti alterare il
    normale processo di coagulazione;
  • evitare quanto possibile di masticare nel lato estrattivo per evitare la deposizione di residui di cibo nella ferita;
  • porre particolare cura nell’igiene del cavo orale anche dopo
    l’estrazione;
  • utilizzare uno spazzolino a setole morbide;
  • non effettuare sciacqui per le prime 24 ore, soprattutto in maniera violenta;

sciacqui con collutorio

  • evitare manovre che possano dislocare il coagulo come bere con cannucce, risucchiare nella zona dell’estrazione, sputare, fare gargarismi, usare l’idropulsore;
  • non assumere cibi e bevande calde, ma dieta fredda a base di
    liquidi e cibi morbidi;
  • evitare alcolici e bibite gassate.

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