Come comportarsi in presenza di un ascesso dentale? Scopriamolo insieme

Non esci di casa perchè hai il viso gonfio? Masticare su un dente è diventato impossibile e non sai come uscirne? Scopriamo insieme quando sospettare un ascesso dentale e come comportarsi.

In gergo clinico, gli ascessi sono delle raccolte di pus in una cavità neoformata. Molti pazienti che ne sono affetti tendono a sottovalutare il problema, ma siamo sicuri che l’attesa sia la soluzione giusta?

In realtà, gli ascessi ai denti sono annoverati tra le emergenze odontoiatriche, ovvero condizioni cliniche di carattere acuto che causano dolore e che necessitano di terapia urgente. Ma scendiamo più nel dettaglio…

antibiotici ascesso
Gli antibiotici sono sufficienti per curare un ascesso dentale? Scopriamolo insieme

Indice:

  1. Classificazione degli ascessi
  2. Parodontale
  3. Periapicale
  4. Gengivale
  5. Pericoronale
  6. Quando un ascesso può mettere a rischio la vita

Classificazione degli ascessi

Gli ascessi non hanno tutti la medesima localizzazione, ma sono classificati in:

  • Parodontali, qualora riguardino i tessuti di sostegno del dente;
  • Periapicali, nel momento in cui diventano complicanza di una carie;
  • Gengivali, solitamente dovuti a traumi a carico della gengiva;
  • Pericoronali, quando sono siti in prossimità di tessuti molli infiammati attorno ad un dente parzialmente erotto, tipicamente il dente del giudizio;

Il quadro di segni e sintomi che si può realizzare è accompagnato da dolore, gonfiore, sensazione di dente allungato, dolore alla masticazione e aumento della mobilità.

ascesso dentale

Tuttavia, un ascesso dentale non va mai sottovalutato perchè se non trattato può rappresentare un serio rischio per la salute del paziente. Vediamo come comportarsi a seconda della tipologia.

Ascesso parodontale

Secondo uno studio sulle emergenze in odontoiatria, nel Regno Unito circa il 6-7% dei pazienti nell’arco di un mese si rivolge al dentista a causa di un ascesso parodontale.

Nei pazienti che hanno la parodontite, soprattutto in caso di biotipo spesso, si realizzano dei veri e propri spazi vuoti tra il dente e la gengiva che possono essere colonizzati dai microbi. Questo spazio virtuale prende il nome di tasca parodontale.

tasca parodontale
Tasca parodontale con sanguinamento al sondaggio

Quando questa zona è ostruita si crea l’habitat ideale per favorire la raccolta di pus a livello dei tessuti molli adiacenti la tasca.
Si forma così l’ascesso parodontale.

Alcune delle possibili spie che potrebbero farci sospettare che si tratti di ascesso parodontale sono:

Per quanto concerne il trattamento di un ascesso parodontale, il concetto chiave che non deve passare inosservato è che l’antibiotico non è risolutivo. La somministrazione di un antibiotico è principalmente volta a contenere la fase acuta e a combattere un eventuale coinvolgimento dei linfonodi o comparsa di febbre.

ascesso parodontale

Tuttavia, per poter eliminare il problema è necessario rimuovere la causa ovvero la tasca parodontale. Trattandosi di paziente con parodontite, volgarmente detta piorrea, sarà necessario curare la patologia e valutare quanto quel dente possa risultare affidabile nel tempo.

Se e solo se l’ascesso dentale dovesse essere particolarmente superficiale, il dentista potrebbe optare per una incisione dello stesso, volta a facilitare la fuoriuscita del liquido purulento.

Ascesso periapicale

L’ascesso periapicale è probabilmente quello a cui tutti noi siamo abituati. A chi non è mai capitato di lasciare un dente cariato nel dimenticatoio?

Una delle possibili conseguenze di una carie è senza dubbio la raccolta di pus in prossimità dell’apice del dente. Il materiale necrotico presente all’interno dei canali determina una reazione infiammatoria che esita nella formazione dell’ascesso dentale.

ascesso periapicale
L’ascesso periapicale, detto anche endodontico, è la complicanza di una carie non trattata

Per definizione, nel contesto dell’ascesso periapicale il dente deve essere necrotico, ovvero privo di vitalità. Quando “muore il nervetto” può capitare che come complicanza di una carie o di una devitalizzazione eseguita male compaia l’ascesso.

Tipicamente qui si avrà una sensazione di dente allungato e un dolore più o meno intenso alla masticazione.

Il trattamento può anche qui prevedere la somministrazione di un antibiotico per contenere la lesione ma consiste prettamente nella devitalizzazione del dente affetto. Se il dente interessato dall’ascesso dentale è stato già devitalizzato in passato, lo si dovrebbe ritrattare.

dolore ascesso

Un ulteriore manovra eseguibile dal dentista qualora il dente dovesse fare particolarmente male in chiusura è quella di “abbassarlo”, in modo tale che quando si chiude la bocca non entri più in contatto con gli antagonisti.

Ascesso gengivale

Gli ascessi della gengiva sono delle piccole raccolte di liquido purulento situate nei pressi del margine gengivale o delle papille gengivali.

Solitamente si tratta di piccoli ascessi dovuti alla penetrazione di corpi estranei sotto-gengiva. Ad esempio vi è un’elevata incidenza di ascessi gengivali in pazienti che hanno l’abitudine di mangiarsi le unghie.

La lesione appare spesso tenera al tatto, gonfia, dolente e arrossata.
Anche in questo caso sarebbe bene rivolgersi al proprio odontoiatra.

Ascesso pericoronale

L’ascesso pericoronale è un tipo di ascesso dentale che colpisce i denti affetti da pericoronarite.

Nel momento in cui un dente è in procinto di erompere, è circondato da un foglietto che prende il nome di sacco pericoronario. Se questa capsula a seguito dell’accumulo di placca va incontro a processi infiammatori si può instaurare una pericoronarite.

dente del giudizio

Il dente classicamente coinvolto in questa patologia è il dente del giudizio e di conseguenza è anche il dente maggiormente interessato dall’ascesso pericoronale.

In questo caso il dolore può partire dall’angolo della mandibola e irradiarsi fino all’orecchio. Può inoltre essere accompagnato da febbre e coinvolgimento dei linfonodi.

La terapia dell’ascesso pericoronale è finalizzata a controllare il più possibile l’infiammazione dei tessuti che circondano quel dente. Se però, anche tramite una igiene orale meticolosa il controllo dell’infezione non è fattibile, potrebbe essere ponderata l’idea di estrarre il dente del giudizio.

Quando l’ascesso dentale può mettere a rischio la vita dei pazienti…

La raccolta di pus dell’ascesso è ricca di globuli bianchi, cellule morte e microbi e se non ci si cura adeguatamente può rapidamente farsi strada lungo i tessuti.

Molti di noi ricordano ancora l’episodio della diciottenne siciliana morta per un ascesso dentale. Si tratta di un caso rarissimo ma rappresenta la complicanza più grave di questa lesione associata a noncuranza e indifferenza.

emergenza dentale

Fermo restando che la problematica può restare del tutto circoscritta, il pus raccolto nella membrana ascessuale può farsi strada lungo i piani fasciali del collo o nel contesto delle logge come quella tonsillare, sottolinguale o sottomandibolare. Potrebbe perfino giungere in prossimità dell’occhio o nel seno mascellare.

Nei casi più gravi può giungere nel mediastino (dove risiede il cuore), oppure nella base cranica, dando luogo a meningite, meningo-encefalite o ascesso cerebrale.


L’ascesso dentale è una delle lesioni più comuni riscontrabili nelle nostre bocche, eppure non va sottovalutato. Occorre sempre recarsi dal proprio dentista perchè un ascesso trascurato può rappresentare un serio problema per la salute.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *