Cisti dentarie: le neoformazioni invisibili ad occhio nudo

Il tuo dentista ti ha detto che hai una cisti? Hai molti denti cariati o radici abbandonate e stai trascurando il problema? Forse non sei a conoscenza di alcune lesioni da non sottovalutare: le cisti dentarie.

Le cisti dentarie, dette anche cisti odontogene, sono delle lesioni benigne che generalmente si sviluppano nelle ossa mascellari. Tipicamente, nelle prime fasi sono del tutto asintomatiche: potresti averne una senza esserne a conoscenza. Ma di che si tratta nello specifico? Scopriamolo insieme.

cisti radicolare
Esempio di cisti indicata dalle frecce

Indice:

  1. Classificazione delle cisti dentarie
  2. Cisti radicolare
  3. Cisti da sviluppo
  4. Decorso clinico e diagnosi
  5. Terapia

Classificazione delle cisti dentarie

Esistono numerosissime varianti di cisti, classificate in base alla sede o alla causa che le ha determinate. Una prima distinzione piuttosto importante va fatta in cisti infiammatorie e cisti da sviluppo.

Le prime si generano a seguito di uno stimolo infiammatorio cronico, come può essere un dente cariato che ha danneggiato irreversibilmente la polpa o un’infiammazione del parodonto.

Le cisti dentarie da sviluppo sono dovute ad una causa legata alle fasi di formazione del dente.

A loro volta, le cisti infiammatorie e di sviluppo sono sottoclassificate in varie tipologie. Ecco alcune tra le più note della classificazione dell’OMS:

cisti dentarie

Cisti radicolare: quella carie dimenticata…

Se hai una carie dimenticata da tempo, che magari hai trascurato proprio perchè non fa più male, sei suscettibile alla cisti radicolare. Questa, è senza dubbio la cisti di più frequente riscontro nelle ossa mascellari.

Si tratta di una cisti dentaria di forma sferica che insorge in prossimità dell’apice di un dente necrotico. In questo caso, per dente necrotico si intende banalmente un dente morto a causa dell’infiammazione della polpa prodotta dalla carie.

cisti radicolare

A seguito della necrosi del dente il primo segno di infiammazione cronica è caratterizzato dalla formazione di un granuloma apicale. Se il dente continua a non essere curato, il granuloma potrebbe evolvere in cisti radicolare.

La caratteristica principale di tutte le cisti è quella di accrescersi in tutte le direzioni distruggendo l’osso lentamente e senza alcun tipo di sintomo, specialmente nelle fasi iniziali.

È bene sottolineare che non tutti i denti necrotici sono destinati ad avere cisti dentarie. Altre condizioni che possono favorire la comparsa di una cisti radicolare sono:

  • Devitalizzazione incongrua;
  • Traumi fisici o chimici che hanno danneggiato irreversibilmente la polpa;
  • Ogni altra evenienza che manda in necrosi la polpa dentaria.

Cisti da sviluppo: un errore in un sistema perfetto

Il processo che porta alla formazione del dente prende il nome di odontogenesi. Può capitare, in rari casi, che a seguito della proliferazione abnorme di alcuni residui, detti residui epiteliali del Malassez, si possano formare delle cisti.

Cisti da sviluppo

Tali cisti dentarie, possono interessare il dente nel momento in cui si è formata solo la corona (cisti germinale) o anche la radice (cisti follicolare), o magari nel momento in cui il dente sta erompendo (cisti da eruzione). In ogni caso riguarda denti che sono ancora inclusi all’interno delle ossa mascellari.

Decorso clinico e diagnosi delle cisti dentarie

Ogni cisti è caratterizzata da tre periodi fondamentali:

  1. Periodo iniziale in cui la cisti è ancora di dimensioni modeste ma si accresce lentamente e in modo asintomatico;
  2. Fase di stato in cui le dimensioni della lesione rendono la cisti percepibile da parte del paziente sotto forma di gonfiore e sensazione di corpo estraneo;
  3. Periodo di sovrainfezione in cui la sovrapposizione di ulteriori processi infiammatori può determinare la fuoriuscita di pus o sangue.
cisti dentaria
Fase intermedia o fase di stato: la cisti determina tumefazione

Il continuo accrescersi della lesione per via del riassorbimento di osso determina un rischio progressivamente maggiore di fratture della mandibola o dell’osso mascellare. Oltre a ciò, potrebbe danneggiare gli elementi dentari contigui oppure le strutture vascolo-nervose site nelle vicinanze.

Data l’assenza di sintomi nelle fasi iniziali, spesso la diagnosi di cisti è eseguita casualmente tramite esami radiografici. Ad occhio nudo è possibile apprezzare la deformazione dei tessuti soltanto nella fase di stato o di sovrainfezione.

Terapia delle cisti dentarie

L’approccio terapeutico alle cisti è chirurgico e prevede due tipi di intervento: la cistectomia e la cistostomia.

La cistectomia è la rimozione, dopo anestesia, della cisti nella sua totalità. Dopo averla rimossa verranno applicati dei punti di sutura.

sutura
Fase di sutura

La cistostomia è decisamente meno frequente ma più indicata per pazienti con salute generale molto scarsa. Essa consiste nell’asportazione della parete più superficiale della cisti e la successiva sutura della parte restante con la mucosa orale.


In definitiva le cisti sono delle neoformazioni che seppur benigne, si accrescono in maniera subdola. Svolgere delle visite odontoiatriche periodiche e mantenere la propria bocca in salute è di fondamentale importanza per prevenirle.

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